venerdì 28 agosto 2009
mercoledì 21 maggio 2008
Il primo mese di regno
Libia, Afghanistan, Romania, Spagna... Silvio IV, un mese vissuto pericolosamente
di Umberto De Giovannangeli / Roma
Libano
Ritirarsi dalla missione Unifil (Antonio Martino). Neanche per idea: si resta (Franco Frattini)... Sì, però dovremmo contrastare frontalmente i terroristi di Hezbollah (Fiamma Nirenstein). Un attimo: Hezbollah è un partito politico presente in Parlamento (ancora Frattini). Sul Libano «abbiamo votato la missione, ma non eravamo d'accordo sulle regole d'ingaggio che cambieremo se avremo responsabilità di governo»: Silvio Berlusconi in campagna elettorale. «Parlare di regole d'ingaggio da modificare quindi è inutile e può essere anche dannoso perché può indurre Hezbollah ad una maggiore tensione senza giustificazione ed accrescere il pericolo. Quindi non cambieremo le regole d'ingaggio», Ignazio
Libia
L'eventualità, poi divenuta realtà, della nomina del leghista Roberto Calderoli a ministro potrebbe avere «ripercussioni catastrofiche nelle relazioni tra l'Italia e
Afghanistan
In campagna elettorale diversi esponenti del centrodestra avevano denunciato l'«imboscamento» dei nostri soldati impegnati nella missione Isaf voluto dal governo di centrosinistra. L'ex titolare della Farnesina, Massimo D'Alema, veniva dipinto come un filo-talebano. Sulla scena irrompe Ignazio
Romania
«Attraverso la cooperazione con le autorità italiane non consentiremo che i rumeni onesti in Italia siano lesi e che nascano sentimenti antirumeni e xenofobi nella Penisola». Così il ministro della Difesa di Bucarest, Teodor Melescanu. Sull'onda dei fatti di cronaca, si riaccende la polemica tra Roma e Bucarest, da cui arrivano accuse di xenofobia. L'equilibrio diplomatico, già fragile, rischia di saltare sulla questione dei campi Rom e, soprattutto, sulle eventuali espulsioni di immigrati. Il neosindaco di Roma Alemanno: il Sunday Times afferma che Alemanno vuole espellere 20mila «criminali» stranieri. Il neosindaco spiega al giornale inglese: «Dobbiamo mettere questa gente sugli aerei che li riportino a casa, ma abbiamo bisogno dell'okay di Paesi come
Spagna
I campi Rom bruciati «infiammano» i rapporti tra Madrid e Roma. Quei roghi indignano la vice premier spagnola Maria Teresa Fernandez De
Schengen
Frattini parla di una revisione, «rifare il tagliando» del Trattato di Schengen sulla libera circolazione in Europa. «
l’Unità (18 maggio 2008)
martedì 26 febbraio 2008
Il profeta
Il giornalista è diventato il nemico numero uno del Polo "La cosa più impressionante sono le telefonate anonime"
Montanelli: "L'Italia di Berlusconi è la peggiore mai vista"
"Quell'uomo è una malattia: si cura solo con il vaccino Una bella iniezione di Cavaliere premier per diventare immuni"
di LAURA LAURENZI
MILANO - Sembra essere diventato il nemico numero uno del Polo. Berlusconi gli dà del bugiardo e dell'ingrato, Fini lo descrive come l'ennesimo giornalista "strumentalizzato" dalla sinistra, i giornali della destra portano il suo nome nei titoli di testa in prima pagina. La sua "colpa" è il tradimento: ha dichiarato di votare per il centrosinistra, ha partecipato alla trasmissione di Santoro, dove - capo d'imputazione gravissimo - ha persino dato ragione alla ricostruzione fatta da Marco Travaglio sulle vicende del Giornale. Indro Montanelli ha risposto con le sue armi: un editoriale al veleno sul Corriere della sera in cui restituisce l'accusa di mendacio al Cavaliere, gli replica punto per punto e chiosa: "Chiagne e fotte, dicono a Napoli dei tipi come lui. E si prepara a farlo per cinque anni di seguito". Dopo l'articolo, da ieri mattina il suo telefono non ha fatto che suonare.
"La cosa più impressionante - racconta Montanelli - sono state le telefonate anonime. Ne sono arrivate cinque una dopo l'altra, tre delle quali di donne. Non so chi avesse dato loro il mio numero, che è assolutamente introvabile. Dicevano tutte la stessa cosa: delle invasate che urlavano: lei che per vent'anni ha mangiato alla mensa di Berlusconi! Io, capirai? Come se io fossi stato mantenuto da Berlusconi".
Insomma, siamo alle minacce.
"Veramente la scoperta che c'è un'Italia berlusconiana mi colpisce molto: è la peggiore delle Italie che io ho mai visto, e dire che di Italie brutte nella mia lunga vita ne ho viste moltissime. L'Italia della marcia su Roma, becera e violenta, animata però forse anche da belle speranze. L'Italia del 25 luglio, l'Italia dell'8 settembre, e anche l'Italia di piazzale Loreto, animata dalla voglia di vendetta. Però la volgarità, la bassezza di questa Italia qui non l'avevo vista né sentita mai. Il berlusconismo è veramente la feccia che risale il pozzo".
Lei sembra veramente spaventato.
"No, spaventato no: piuttosto sono impressionato, come non lo ero mai stato. Va bene, mi dicevo, succede anche questo: uno dei tanti bischeri che vengono a galla, poi andrà a fondo. Ma adesso sono davvero impressionato, anche se la mia preoccupazione è molto mitigata dalla mia anagrafe. Che vuole, alla mia età preoccuparsi per i rischi del futuro fa quasi ridere".
Ma lei è sicuro che la partita elettorale sia già giocata? Il centrosinistra non ha nessuna possibilità di battere Berlusconi?
"Guardi: io voglio che vinca, faccio voti e faccio fioretti alla Madonna perché lui vinca, in modo che gli italiani vedano chi è questo signore. Berlusconi è una malattia che si cura soltanto con il vaccino, con una bella iniezione di Berlusconi a Palazzo Chigi, Berlusconi anche al Quirinale, Berlusconi dove vuole, Berlusconi al Vaticano. Soltanto dopo saremo immuni. L'immunità che si ottiene col vaccino".
Lei, Montanelli, oggi è diventato il problema politico principale del centrodestra. Da qualche giorno il suo nome è al centro delle dichiarazioni degli uomini del Polo.
"E' strano: io non avevo mai preso parte alla campagna di demonizzazione: tutt'al più lo avevo definito un pagliaccio, un burattino. Però tutte queste storie su Berlusconi uomo della mafia mi lasciavano molto incerto. Adesso invece qualsiasi cosa è possibile: non per quello che succede a me, a me non succede nulla, non è che io rischi qualcosa, è chiaro. Quello che fa male è vedere questo berlusconismo in cui purtroppo è coinvolta l'Italia e anche tante persone perbene.".
Tutta questa polemica è nata dal programma di Luttazzi. Lei vede programmi di satira politica in televisione? Come li giudica?
"Ne vedo, come no. Beh: l'unico modo per combattere questa cosa è la satira. Che sia sempre fatta bene però non direi, molto spesso è volgare anche quella. Ma forse è peggiore la facilità, la spontaneità con cui Berlusconi mente, e con cui le sue menzogne, a furia di ripeterle, evidentemente vengono bevute dagli altri. Lui racconta a modo suo la fine della mia direzione al Giornale, il giorno dopo la mia uscita, quando non ho potuto certamente influire più sulla stesura della cronaca. Paolo Granzotto scrisse un resoconto di come erano andate le cose. Ecco: andatevi a rileggere quella cronaca, coincide esattamente con le cose come le ho raccontate io. Berlusconi sostiene che io ero al Giornale sognando di farne un altro: non sta né in cielo né in terra. Questa menzogna è semplicemente una scemenza: quanta volgarità, quanta bassezza".
venerdì 5 gennaio 2007
Il Cavalier Bonaventura
Famiglie e finanza. Nel 2006 Le finanziarie che controllano il 61% di Fininvest hanno segnato un utile di 135 milioni.
Cedola record per Berlusconi
Il Cavaliere incassa un assegno di 215 milioni di euro tra profitti e riserve.
I NUMERI DELLE CASSEFORTI
Quattro holding hanno in cassa disponibilità liquide per 270 milioni di euro.
Versati 450mila euro in opere di beneficenza
LO «SCRIGNO» DEI FIGLI
Nell’ultimo anno anche le società che fanno capo a Marina e Piersilvio hanno distribuito un dividendo complessivo di 32 milioni
Marigia Mangano
Il Sole 24 ore 4 gennaio 2007
Il 2006 sarà ricordato per due motivi da Silvio Berlusconi: sul fronte politico è stato l’anno che ha segnato il passaggio all’opposizione, sul fronte finanziario quello che ha regalato un record assoluto alle «entrate personali» del Cavaliere. Nel 2006 l’assegno staccato dalle quattro holding di proprietà diretta di Berlusconi (la holding italiana prima, seconda, terza e ottava che controllano il 61,13% della Fininvest) è stato pari a 215 milioni di euro, il doppio rispetto a un anno prima. Un prelievo «importante» se si pensa che nel 2005 l’intero “sistema holding”, formato dalle sette casseforti che custodiscono il 100% del gruppo di via Paleocapa, ha distribuito alla famiglia 141 milioni di euro a fronte di un utile di 172,9 milioni (nel 2004 il monte dividendi aveva raggiunto appena i 79 milioni di euro). La decisione di fare cassa (seguita anche da Piersilvio e Marina che nel 2005 avevano invece rinunciato al dividendo) non ha prosciugato le riserve liquide delle holding del Cavaliere che possono ancora contare su 270 milioni di euro depositati in banca.
Maxidividendo al Cavaliere
Ad Arcore la scelta è stata duplice: distribuire integralmente gli utili (record) macinati dalle sette finanziarie che controllano
Cedola a Marina e Piersilvio
La scelta di «fare cassa» è stata seguita anche dai figli Piersilvio e Marina che hanno incassato 16 milioni a testa a fronte di un utile complessivo della due holding di proprietà (holding italiana quarta e holding italiana quinta) pari a 32,3 milioni. Questo dopo che lo scorso anno gli stessi avevano rinunciato alla cedola, accantonando i 13 milioni di utili registrati dalle loro holding nel 2005. Non solo. Le due finanziarie hanno registrato ottimi risultati anche sul fronte delle gestioni patrimoniali affidate a Morgan Stanley e a Banca Arner.
Per la holding italiana quinta di Piersilvio, il saldo delle operazioni su titoli e cambi è stato positivo per 740 mila euro, mentre la finanziaria che fa capo a Marina ha segnato un saldo positivo per 300 mila euro. Mancano all’appello, in quanto i documenti non sono stati depositati, i numeri della holding italiana quattordicesima che fa capo ai tre figli più piccoli di Berlusconi, Eleonora, Luigi e Barbara,
Parte immobiliare Dueville
Tra le altre curiosità dei bilanci emerge, inoltre, che neocostituita Immobiliare Dueville sembra ora pronta a concretizzare qualche mossa nel mondo immobiliare. La società, infatti, nata alla fine del